Posta dei lettori: vi presento Bob

Qualche giorno fa, ho ricevuto un’email da un lettore che mi chiedeva consigli per il suo cane, Bob, un Border Collie. Lo scopo di questo blog è proprio quello di condividere i problemi tra noi proprietari di cani “speciali” e quindi ho deciso di condividere la storia di Bob, dopo aver ottenuto il via libera del suo proprietario.

Ecco un estratto della sua mail:

“Bob ha circa un anno e mezzo. È con noi da quando aveva 9 settimane. Da cucciolo, Bob era molto piccolo, spaventato, timido e ansioso. I suoi fratelli e le sue sorelle erano più interessati agli esseri umani rispetto a lui.

Durante le puppy class, Bob è sempre stato molto timido. Non ha giocato a lungo con gli altri cani. Ma dal punto di vista dell’obbedienza, è sempre stato molto bravo! È molto intelligente e impara molto in fretta! Anche dopo diversi mesi di lavoro sulla socializzazione, Bob era sempre timido ed insicuro. Ho cercato di lavorare il più possibile sulla sua socializzazione.

A casa o in altri luoghi chiusi, non riesce a calmarsi: segue continuamente tutto quello che succede attorno a lui, si muove e non sta fermo un minuto.

Oggi Bob è un cane insicuro, soprattutto quando deve relazionarsi con qualcuno che non conosce. Di solito si mette dietro di me e inizia ad abbaiare. Ma allo stesso tempo, è molto amichevole (anche troppo) con le poche persone di cui si fida. Reagisce in maniera molto felice, scodinzola e uggiola.”

Quindi, ricapitolando, i problemi di Bob si possono riassumere in due macro aree: da una parte è un cane pauroso ed insicuro, ma allo stesso tempo ha voglia di interagire con le persone che ama e non riesce a trovare la calma.

Per questo motivo, ho consigliato al proprietario di Bob concentrarsi su due direzioni: da una parte lavorare sull’autostima di Bob, e dall’altra costruire il concetto di calma.

lavorare sull'autostima - Just My Dog
Eskimokettu / Pixabay
Lavorare sull’autostima

Lavorare sull’autostima di un cane significa fare in modo che creda in se stesso, anche attraverso la fiducia verso il proprietario. Quindi non bisogna forzare il cane a fare cose che lo spaventano, ma lasciargli il tempo di capire che non c’è nulla di cui avere paura. Ad esempio, capita che Argos si spaventi improvvisamente per motivi futili, come un sacchetto di plastica lasciato in terra. In questo caso, cerco di fargli capire che non c’è niente da temere, mi avvicino al sacchetto e gli lascio il tempo di capire che non è nulla di grave, comportandomi in maniera rilassata e felice (oh che bello! C’è un sacchetto! Fantastico!). Prendendosi tutto il tempo di cui ha bisogno, Argos si avvicina e si rende conto che non c’è nulla da temere. Così finalmente posso raccogliere il sacchetto e buttarlo nella spazzatura J, ma soprattutto l’ho aiutato a capire che è in grado di affrontare una paura.

Un altro modo per lavorare sull’autostima del cane è quello di fargli fare cose che ama e che sa fare. Noi ad esempio sfruttiamo molto la passeggiata interattiva perché ho capito che Argos si sente bene nel fare questi piccoli esercizi. Lo stesso concetto può essere applicato ai giochi attivazione mentale, a patto che non siano troppo difficili da risolvere, perché in quel caso sortirebbero l’effetto contrario.

Costruire il concetto di calma

L’altro grande problema di Bob è quello di non essere in grado di trovare la calma, soprattutto in casa. Un modo per esercitare la calma in casa è quello di dare al cane qualcosa da mordicchiare (o da leccare come il Kong) e sedere vicino a lui. Mentre noi guardiamo la tv o leggiamo un libro, il cane si intrattiene da solo e impara a non interagire. Per lavorare sulla calma è molto importante posizionare correttamente la cuccia del cane. Inoltre è necessario mantenere un generale stato di calma in casa: il nostro cane impara anche copiando i nostri comportamenti. Infine, dato che Bob tende a saltare ed abbaiare di gioia quando arriva qualcuno che ama, ho consigliato di ignorarlo in quei momenti, girando le spalle e lasciando la stanza.

Infine, ho sottolineato che per risolvere problemi di questo tipo è necessario essere seguiti direttamente da un educatore cinofilo o da un istruttore che capisca le necessità speciali di Bob perchè i miei consigli via mail non possono assolutamente sostituire questa figura. Tuttavia, essendo stata anche dall’altra parte, so per certo che avere qualcuno con cui parlare e con cui confrontarsi, è davvero molto utile.

 

 

Se avete esperienze da condividere, non esitate a mandarmi una mail a info@justmydog.com o commentate qui sotto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.