L’importanza del tono di voce nella relazione con un cane reattivo

Non solo il nostro stato d’animo può influenzare il nostro cane, ma anche il tono di voce che usiamo gioca un ruolo fondamentale. Lavorare sul nostro tono di voce, infatti, può essere un ottimo sistema per aiutare un cane reattivo.

Perché il tono di voce?

Noi esseri umani parliamo tanto, a volte troppo. In alcuni casi, il proprietario tende a parlare talmente tanto con il proprio cane che il povero quattro zampe è disorientato. Molto probabilmente, alcuni cani pensano di chiamarsi “No” oppure “Basta”, tanto spesso sentono questa parola mentre ci si rivolge a loro.

Scherzi a parte, se da un lato l’uso eccessivo della voce è controproducente, saperla usare bene può essere invece un asso nella manica, soprattutto quando ci si relaziona con un cane molto timoroso o reattivo.

La voce, infatti, ci aiuta a trasmettere le nostre emozioni. Se siamo rilassati, felici o preoccupati il nostro tono di voce varia. Ecco perché usare correttamente il tono della voce può essere un eccellente  strumento per aiutare il nostro cane ad affrontare situazioni che lo agitano.

tono di voce con il cane reattivo - Just My Dog
@sora_the_adventurer
Usare la voce per ridurre la reattività

In generale, Argos non è reattivo verso gli altri cani. Anzi, è molto bravo a relazionarsi con la maggior parte dei suoi simili. Ma ci sono un paio di soggetti che proprio non sopporta, per un motivo o per un altro. Sapendo quali sono i suoi “nemici”, cerco di anticipare la sua reazione presentandoglieli in maniera gioiosa.

C’è labrador nero che vive nel palazzo accanto a noi: non sono mai riuscita a capire perché, ma Argos non lo sopporta. Inizia a ringhiare non appena lo vede. Così, una mattina, sono riuscita a giocare d’anticipo dicendogli: “Argos, guarda chi c’è! C’è un cagnone!” con un tono di voce allegro e gioioso. Il tono che usereste per salutare un amico che non vedete da tempo o il tono che usereste con un bambino per dirgli che è arrivato il suo amichetto. Beh, Argos ha iniziato a scodinzolare e ad essere incuriosito dal cane. Ho continuato a parlargli con un tono felice e allegro e man mano che ci avvicinavamo, la sua coda si muoveva sempre di più. Era entusiasta all’idea di scoprire chi fosse quell’interessante cane in fondo alla strada. Alla fine ha addirittura tirato per avvicinarsi, mentre il povero labrador lo aspettava felice di vederlo per una volta da vicino e senza ricevere il solito ringhio furioso.

 

Grazie alla nostra amica Niki e la sua meravigliosa Sora per le foto! Potete seguirla su Instagram @sora_the_adventurer

 

Avete mai provato a usare la voce per ridurre la reattività del vostro cane? Fatemi sapere nei commenti!