Pettinare il cane: quando la muta diventa un incubo

È arrivato di nuovo il tanto temuto periodo dell’anno: quello della muta. Quello in cui i nostri cani iniziano (o nel caso di Argos, semplicemente continuano) a perdere una marea di peli! È un momento in cui il cane avrebbe più bisogno di essere pettinato, per aiutare il processo. Ma non tutti i cani amano essere toccati, figuriamoci essere pettinati. Come fare allora? Ecco qualche consiglio basato sulla nostra esperienza.

 

Pettinare il cane reattivo o timoroso può essere un problema!

 

pettinare il cane - Just My DogPettinare il cane - Just My Dog

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordo ancora molto bene che i primi anni con Argos sono stati molto faticosi, sotto ogni aspetto. Anche il periodo della muta era terribile: Argos non voleva assolutamente farsi pettinare, anche se ne aveva un gran bisogno! Ci abbiamo messo quasi quattro anni ad arrivare ad accettare la spazzola e altri due per riuscire ad utilizzarla per più di cinque minuti. Non parliamo ovviamente di fare il bagno: quello è ancora off-limits ma, onestamente, non è un problema perché non è poi così necessario dal mio punto di vista.

Quello che conta è che, dopo un lavoro lunghissimo, ora riesco a prendermi cura del pelo di Argos senza impazzire e soprattutto senza che la cosa lo disturbi particolarmente. Come abbiamo fatto? Tanta, tantissima pazienza

 

Come pettinare il cane reattivo o timoroso

Pettinare il cane - Just My Dog

Cerchiamo di capire prima qual è l’origine del disagio: come nella maggior parte dei casi, il problema per il cane timoroso o reattivo nasce dal fatto che non conosce la spazzola e gli altri strumenti che si usano per pettinare il suo pelo, e si mette quindi sulla difensiva. Aggiungiamoci poi anche che la spazzola può fare male, incastrandosi in un nodo o graffiando la pelle, ed il gioco è fatto: il cane non ne vuole sapere.

Per questo motivo, come per tutte le novità da introdurre al cane, è necessario procedere in maniera molto graduale. In questo caso anche di più, perché la marcatura positiva di questi oggetti è molto più difficile rispetto ad esempio a quella della pettorina. Il cane capisce che indossando la pettorina si esce e ci si diverte, mentre con la spazzola, questa associazione non c’è e il sollievo che deriva dal suo utilizzo è molto meno immediato. Armatevi quindi di tanta, tantissima pazienza.

– Per prima cosa, scordatevi di usare la spazzola nel modo in cui andrebbe usata, almeno per un po’. Fatela conoscere al cane, giocateci insieme ai suoi giochi preferiti, fategliela esplorare utilizzando anche il cibo (ad esempio cospargendola di formaggio spalmabile o patè oppure circondandola di bocconcini gustosi).

– Nel frattempo, lavorate sul contatto della vostra mano sul pelo del cane. Ci sono cani che detestano essere accarezzati, figuriamoci pettinati. Cercate allora di fare capire al cane che il contatto può essere anche positivo. Carezze brevi e poco invasive, possono far capire al cane che non è poi così male farsi toccare. E prendetevi tempo, tanto tempo. Argos ci ha messo ANNI prima di accettare di buon grado una coccola, e ancora ora questa coccola deve essere breve.

– Poi, imparate a presentarvi al cane con gioia e senza ansia: magari proponetegli un gioco che ama fare, come ad esempio una ricerca olfattiva semplice. Io attiro l’attenzione di Argos con un tono di voce gioioso, poi gli chiedo di sedersi o di fermarsi e, dopo aver lanciato qualche bocconcino sul prato/pavimento, gli chiedo di cercarli.

– Prima di passare alla spazzola vera e propria, provate ad usare il guanto a spazzola: è meno efficace per certi tipi di pelo, ma è anche meno invasivo ed è ottimo per aiutare il cane ad accettare l’intervento.

Fate sessioni brevi, brevissime, e concludetele sempre in maniera molto positiva, con un gioco o un premio alimentare speciale.

 

So di averlo già detto più volte, ma mi preme ribadire un concetto: procedete per gradi, senza affrettare le cose. Al vostro cane serve tempo per capire che non è poi così terribile lasciarsi pettinare!