Accettarsi per migliorare: pensare positivo fa bene anche ai cani reattivi o paurosi

Stamattina, mentre ero fuori con Argos, mi sono ritrovata a pensare a tutti i piccoli traguardi che è riuscito a raggiungere negli anni. Se ripenso da dove siamo partiti, sono soddisfatta del lavoro che abbiamo fatto. Certo, ci sono ancora tante cose da sistemare, ma in questi anni ho capito una cosa: se si continua a sottolineare quello che non va, piuttosto che gioire per quello che funziona, non si riuscirà mai a trovare un equilibrio.

 

Il vostro cane può essere perfetto nella sua imperfezione

Concentrarsi su quello che non va ci rende negativi e rende negativi anche i nostri cani. Il legame emotivo tra noi e il nostro cane è spesso molto più forte di quello che pensiamo. Spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto: io ho avuto bisogno di molto tempo per capire davvero questo invisibile legame. Ricordo che all’inizio, tutto quello che facevo era concentrarmi su ciò che Argos non era: Argos non era un bravo cane, Argos non poteva passeggiare in posti affollati perché reagiva, Argos non poteva essere coccolato perché non voleva. Una serie infinita di “Argos non può”, “Argos non è”.

Poi, ho iniziato a vedere le cose da una diversa prospettiva, ho iniziato a capire un po’ di più quello strano cane che faceva tutto il contrario di quello che un bravo cane dovrebbe fare.  E ho anche iniziato a vedere tutto quello che poteva fare, tutto ciò che di positivo c’era in lui. Ho smesso di pensare con rammarico a cose che non avrebbe mai potuto fare e mi sono concentrata su quello che è, su di lui come individuo unico, scoprendo quello che amava fare e a tutte le attività che potevamo comunque fare insieme.

Non voglio dire che le cose sono cambiate da un giorno all’altro, è stato necessario un grosso lavoro, prima di tutto su me stessa. E non voglio nemmeno insinuare che questo cambiamento abbia prodotto un netto miglioramento nel suo comportamento, che abbia smesso di avere i suoi momenti bui, perché non è così. Semplicemente, ho iniziato ad accettare ciò che di negativo c’è in lui, continuando sempre a lavorare per migliorare il nostro rapporto e la sua vita, ma senza rimpiangere ciò che non è e che mai sarà.

Queste mie semplici riflessioni vogliono essere un invito per tutti i proprietari di cani “complicati” a cercare gli aspetti positivi del loro animale, concentrandosi su quelli e mettendo da parte le sue problematiche. Lavorateci sopra, continuate a cercare di migliorare il vostro rapporto e la sua stabilità emotiva, ma non rimpiangete quello che il vostro cane non è: lui può essere tantissime cose meravigliose che ancora non avete considerato.