Educare il cane lavorando sull’autocontrollo

Se l’addestramento tradizionale si concentra di più sul controllo del cane, l’educazione cinofila con approccio cognitivo punta invece sullo sviluppo dell’autocontrollo nel cane. Ecco cosa significa e come si può educare il cane lavorando sull’autocontrollo.

Perché educare il cane lavorando sull’autocontrollo?

educare il cane lavorando sull'autocontrollo - Just My Dog

L’approccio cognitivo all’educazione cinofila punta a consentire al cane di sviluppare delle competenze, piuttosto che inibire dei comportamenti. Queste competenze lo aiuteranno ad essere più integrato nel mondo umano, ad essere più educato. Questo significa che per risolvere un problema di comportamento o per evitare che si presenti, si da al cane i mezzi per risolverlo o per evitarlo, imparando invece qual è il comportamento giusto in una determinata situazione; non si cerca di sradicarlo o di reprimerlo con la forza o con rinforzi (sia positivi che negativi). In sostanza, è come dare ad una persona gli strumenti per capire un determinato problema in modo da poterlo risolvere da solo. In quest’ottica si inserisce il concetto di autocontrollo, in cui il cane sviluppa tutte quelle competenze che gli permettono di riuscire a mantenere il controllo in situazioni di potenziale reazione.

Ma quando serve l’autocontrollo?

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Ci sono numerose situazioni durante la vita quotidiana in cui l’autocontrollo è essenziale. Prendiamo ad esempio tutti i casi in cui il cane deve uscire da uno spazio per entrare in un altro: che sia da casa, da un luogo pubblico o dall’auto, l’ideale sarebbe che il cane uscisse in maniera tranquilla e controllata.  Possiamo quindi insegnargli a capire da solo che in determinate circostanze, è bene controllarsi ed evitare di scattare come una molla. E, udite, udite, possiamo farlo senza strattonarlo e senza ingozzarlo di cibo! Urrà!

 

Per iniziare ad educare il cane lavorando sull’autocontrollo, possiamo sfruttare la porta di casa: ci poniamo davanti alla porta, con il cane al guinzaglio o libero, e apriamo delicatamente. Se il cane tende a gettarsi fuori, richiudiamo la porta (facendo attenzione a non schiacciargli il muso, ovviamente). Non serve gridare “NO” né strattonare il guinzaglio: il solo fatto che la porta si chiuderà, gli farà capire che sta sbagliando qualcosa. Continuerà a sbagliare fino a quando capirà DA SOLO che il modo giusto per attraversare quella porta è calmarsi, controllarsi e chiedere il nostro aiuto/permesso con lo sguardo. Quando ci guarderà, allora potremo invitarlo a seguirci superando la soglia.

 

ATTENZIONE: questo tipo di esercizi è sconsigliato per cani molto timorosi. Un cane spaventato fatica a prendere iniziative e un esercizio in cui di fatto si blocca una sua iniziativa potrebbe causargli ulteriori problemi. Fatevi sempre guidare da un educatore o da un istruttore per determinare il percorso pedagogico adatto al vostro cane!